CONSIGLI DI LETTURA: LA CENA

 

13219707_10209052261173794_967803071_nSono sempre più convinta che i libri ci chiamino. E anche per nome. Due anni fa, una cara amica, a Natale mi ha regalato questo libro. Io l’ho messo sul mio davanzale dei libri da leggere e lì è rimasto…ce n’era sempre un altro da leggere prima e i mesi sono diventati anni. Fino a quindici giorni fa quando ho deciso di sfoltire il davanzale e così l’ho preso in mano e pagina dopo pagina ho capito che non ero io ad aver scelto questo libro ma l’esatto contrario. E’stato lui che mi ha chiamato. L’ho letto e poi è arrivato il dilemma. Condivido, recensendo quello che mi ha lasciato oppure no? Ehhhh sì, questo libro mi ha messo in crisi. Poi ho deciso che se condivido tutti i libri che secondo me sono degni di nota devo condividere anche questo arrivato in un momento della mia vita in cui mi trovo a fare i conti con il mio essere genitore di due bambini che crescono alla velocità della luce. Premetto che tutto ciò che scriverò non è riferito a nessuno in particolare e chiunque mi leggerà non si senta minimamente chiamato in causa perchè non è questa la mia intenzione nè tanto meno usare un video per far arrivare a qualcuno il mio pensiero. Non mi interessa …

Tralascerò il fatto che l’ho trovato molto lento e dispersivo in certe descrizioni, secondo me, del tutto inutili alla storia e che prima di entrare nel vivo della trama, per questi motivi, il rischio è che il lettore si stufi e abbandoni. Comincerò invece con il  parlarvi della trama per poi concludere con la domanda che non mi ha più abbandonato da quando ho cominciato il libro e credo non mi abbandonerà più per gli anni a venire finchè sarà mia responsabilità l’educazione dei miei figli e il mondo in cui li sto facendo crescere. Questi i fatti narrati:

La cena

di Herman Koch

Neri Pozza Bloom

Edizioni

” Due coppie sono a cena in un ristorante di lusso. Chiacchierano piacevolmente, si raccontano i film che hanno visto di recente, i progetti per le vacanze. Ma non hanno il coraggio di affrontare l’argomento per il quale si sono incontrati: il futuro dei loro figli.Michael e Rick, quindici anni, hanno picchiato e ucciso una barbona mentre ritiravano i soldi da un bancomat. Le videocamere di sicurezza hanno ripreso gli eventi e le immagini sono state trasmesse in televisione. I due ragazzi non sono stati ancora identificati ma il loro arresto sembra imminente, perchè qualcuno ha scaricato su Internet dei nuovi filmati estremamente compromettenti. Paul Lohman, il padre di Michael, si sente responsabile. Si riconosce nel figlio perchè hanno molto in comune, non ultima l’attrazione per la violenza. Non può lasciare che trascorra la sua vita in galera. Serge, il fratello di Paul, è il padre dell’altro ragazzo, il complice. Secondo i sondaggi Serge Lohman è destinato a diventare il nuovo Primo ministro olandese. Se l’omicidio verrà rivelato, sarà la fine della sua carriera politica. Babette, la moglie di Serge, sembra più interessata ai successi del marito che al futuro del proprio ragazzo. Claire, la moglie di Paul, vuole proteggere il figlio a ogni costo. Ma quanto sa di ciò che è realmente accaduto?

Due coppie di genitori per bene durante una cena in un bel ristorante. Cosa saranno capaci di fare per difendere i loro figli … ?

Una storia dura, emozionante, provocatoria, con la suspense di un thriller d’autore. Un dramma contemporaneo che racconta l’intimità di una famiglia e lo sconvolgente attrito tra le necessità del cuore e quelle della morale, la scelta a volte impossibile tra l’amore verso un figlio e il rispetto per la vita degli altri.”

E da qua la mia domanda da genitore chiamato in causa e non accusatore: siamo sicuri di fare il bene dei nostri figli difendendoli a prescindere e non lasciando che si prendano le loro responsabilità?

Perchè se questo libro descrive una situazione estrema quale un omicidio, il comportamento di questi quattro genitori secondo me è molto simile a quello di tanti genitori di oggi…mettere il proprio figlio su un piedistallo. Partire sempre dal presupposto che nostro figlio non può essere e via dicendo … no, io non credo di volere che i miei figli crescano con la convinzione che, qualunque cosa combinino io sarò lì per negarla o giustificarla. Sono stata cresciuta con l’idea radicata di prendermi sempre la responsabilità, nel bene e nel male di quello che dico e faccio e così voglio che crescano i miei figli per cui …

MEDITIAMO GENITORI … MEDITIAMO!!!!